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NASCE PER TE!
Messaggio di auguri dell’Arcivescovo di
Rossano-Cariati per il Natale 2006
«E’ nato per noi» (Is 9, 5). «E’ nato per
voi» (Lc 2, 11).
Così, nella Bibbia, è preannunciata dai profeti e annunciata
dagli angeli la venuta di Gesù. Un Bambino, il Salvatore,
che nasce. E nasce per noi.
Quanta novità, normalmente, circonda la nascita di un
bambino in una famiglia! Tutto ne è sconvolto: i ritmi di
tempo e di sonno, i criteri di valutazione, le dinamiche
affettive, la capacità di agitarsi e di sorridere… Sì. Tutto
è sconvolto: ma tutto è illuminato. Quella piccola creatura
diventa inevitabilmente il centro di tutto, dal quale
promana una luce nuova che attrae ed interroga; che
costringe, in un certo senso, a tornare bambini; che insegna
a guardare la vita con i suoi occhi; che aiuta a rinascere.
Questo continua a sussurrare la mangiatoia di Betlemme,
quella “culla” dalla quale il mondo ha dovuto accettare di
essere sconvolto ed illuminato; attorno alla quale ci
inginocchiamo ancora ogni Natale, ogni giorno: per tornare
bambini con il Dio Bambino, per guardare la vita con i Suoi
occhi, per rinascere con Lui che nasce per noi.
Nasce, il Bambino di Betlemme, in tutti i bambini e
innocenti della terra e della storia. Nei bambini rifiutati
ed uccisi, abbandonati e venduti, abusati e violati. In
quelli vittime dell’odio, della guerra, nei bambini –
soldato. Nasce nei bambini che muoiono per la fame di pane o
per la fame d’amore; nei bambini che portano le ferite dei
conflitti familiari ed in quelli che già portano, nella
sofferenza e nella malattia, la croce di Cristo.
Nasce, Gesù Bambino. E nasce per noi.
Nasce nei nostri bambini, nei tanti bambini di questa
Diocesi che ho incontrato ed incontro, che ho baciato ed
accarezzato, che tanta festa mi hanno fatto: in questo mio
“primo Natale” fra voi è per loro, per i più piccoli, il mio
primo pensiero. Per i bambini che popolano le nostre Chiese,
le nostre scuole, le vostre case. Punti di luce in un mondo
che spesso sceglie le tenebre; volti che portano una
scintilla della Luce di Betlemme e ce la consegnano, perché
anche noi ci lasciamo illuminare.
«La luce splende nelle tenebre» (Gv 1, 5), leggeremo nel
Vangelo di Natale. E crederemo alla Parola: le tenebre non
possono e non potranno vincerla!
Occorre tornare bambini per vivere veramente il Mistero del
Natale del Signore: per accoglierne e portarne la Luce nelle
tenebre dei nostri odi e delle vendette, dei contrasti
familiari e sociali, del nostro cercare la fama e il denaro,
della nostra superficialità e della testimonianza
antievangelica che così spesso noi cristiani (presbiteri,
religiosi e laici) offriamo.
Occorre tornare bambini. E non in senso “romantico”, ma con
tutti quei bambini cui l’infanzia è negata: vittime e
simboli di una società individualista ed ingiusta, fondata
sull’opulenza, sul potere, sul piacere.
Solo guardando il mondo con gli occhi di quei bambini
possiamo comprendere a cosa può arrivare il male nell’uomo.
Ma solo guardando il mondo con gli occhi dei bambini
possiamo rinascere alla speranza.
E allora sì, nasce il Bambino di Betlemme, per te che torni
bambino e accetti di guardare il mondo con i Suoi occhi:
occhi che sanno scoprire il male ma accorgersi del bene.
Nasce per te che ti inginocchi dinanzi alla mangiatoia, che
è già una piccola croce, e accetti di fare di essa il centro
della tua vita. Accetti di farti sconvolgere ed illuminare
fin nelle più profonde fibre del tuo essere, del tuo
peccato, della tua sofferenza, della tua dignità e bellezza
di creatura umana: perché sia trasformato “l’odio in amore,
l’offesa in perdono, il dubbio in fede, l’errore in verità,
la disperazione in speranza”. E la morte in Vita.
Nasce per te che accetti che sia un Bambino a trasformarti,
a convertirti, a farti rinascere; a portarti la Luce e la
vera Pace. Un Bambino: il Dio Bambino che nasce ogni giorno.
Per te!
Con Lui e in Lui ti benedico, con tutto il mio cuore.
Buon Natale!
Il tuo Vescovo
X
Santo Marcianò
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